Atletica: Semenya, che delusione
Sembra essere più che tribolata la carriera dell’atleta sudafricana di Polokwane, Caster Semenya, denigrata dai media mondiali e messa in disparte nelle gare agonistiche a causa del suo enigmatico sesso, tutto da decifrare attraverso un semplice test genetico, ora in condizioni fisico-atletiche completamente allo sbando.
Pochi giorni fa la Iaaf, Federazione internazionale di atletica aveva dato il via libera al ritorno in campo e di corsa alla mezzofondista specializzata negli 800 metri Caster Semenya, brillante e grintosa sportiva, fiore all’occhiello della Federazione sudafricana. La sua ipotetica condizione di pseudoermafrodita, la contemporanea presenza di entrambi i sessi biologici, le avevano precluso per circa un anno la possibilità di gareggiare ad alti livelli, una vera mazzata per l’atleta che ha perso forma e fiducia in se stessa.
Ora è tornata, ma a vederla riprendere le corse su pista sembra essere lo spettro della Semenya che vinse la medaglia d’oro ai Mondiali di Berlino e quell’1′55″45 messo in cantiere tra i suoi record personali negli 800 metri appare irraggiungibile. “Abbiamo fatto dei test al campo, Caster non sta bene” – spiega desolato il suo tecnico, Michael Seme; senza gambe nè mordente, la Semenya passeggia al trotto e con questa andatura, la partecipazione alle prossime gare di atletica in programma dal 19 al 25 luglio prefigurano un fallimento più che annunciato.














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