Bidoni calcio: Ahn Jung-Hwan, a Perugia con furore

Ahn Jung-Hwan, conosciuto semplicemente come Ahn, è stato solo uno dei tantissimi stranieri transitati nel Perugia di Luciano Gaucci. Una squadra intercontinentale quella umbra, dove c’erano calciatori provenienti da tutte le latitudini, il tutto sotto la regia del vulcanico presidente, che dopo aver tesserato qualche anno prima Carolina Morace come allenatore della Viterbese, accarezzò anche l’idea di tesserare in serie A Birgit Prinz, bomber della nazionale di calcio tedesca. Niente di strano, se non fosse stato che era l’attaccante della nazionale femminile, per questo la Fifa non concesse l’autorizzazione alla signora di giocare in un campionato maschile.
Era l’estate del 2000 quando l’attaccante sudcoreano arrivò in ritiro insieme al cinese Ma Mingyu, per iniziare la preparazione con la sua nuova squadra. Alla prima conferenza stampa , come molti dei suoi predecessori, ci andò subito forte, almeno a parole: “Vi dimostrerò che sono migliore di Nakata“. Purtroppo per lui e i tifosi le cose non andarono così, in due stagioni in serie A collezionò 30 presenze e solo 5 gol, anche se il suo momento doveva ancora arrivare e arrivò nel Mondiale 2002, quello in Corea e Giappone, giocato in casa, dove segnò prima una rete agli Usa, poi quella più importante proprio all’Italia che lo aveva adottato, la nostra Nazionale fu eliminata, non solo per colpa di Ahn e la Corea del Sud passò ai quarti.
Il giorno dopo Luciano Gaucci su tutte le furie tuonò: “Non lo voglio più vedere, ha offeso il Paese che lo ha accolto, è la rovina del calcio italiano, quando arrivò qui da noi non aveva nemmeno i soldi per comprarsi un panino, bella riconoscenza“. Il patron del Grifone accusava il giocatore di scarsa professionalità in Umbria e di essersi impegnato solo con la propria Nazionale, ma a rimarcare le sue qualità ci pensò l’allenatore dell’epoca Serse Cosmi: “Tecnicamente Ahn ha doti eccezionali, quando è arrivato era convinto che il calcio si giocasse soltanto nei quaranta metri davanti alla porta avversaria, poi è migliorato. Ha tutti i numeri per fare una buona carriera“. Gaucci esagerò in un modo, il suo allenatore in un altro, ma le solite storie già viste nel nostro campionato.
Gaucci ci ripensò perchè c’era un diritto di riscatto da esercitare per la seconda stagione consecutiva e il Busan I’Cons, la squadra coreana proprietaria del cartellino, alzò il prezzo stabilito in precedenza in un milione di dollari, Ahn non voleva, si sentì offeso dalle dichiarazioni di Gaucci, ma tornò in Umbria. Il cambio di idea era però legato a una condizione, dettata dal procuratore del giocatore: il ritorno subordinato a un trasferimento a un’altra squadra in Europa. Il Perugia non era d’accordo su questo punto e decise di non riscattare l’attaccante, che neanche il Busan I’Cons voleva più. Il sudcoreano sembrava diretto a Londra, il West Ham era disposto a pagare 10 milioni di euro, ma non se ne fece nulla, lo volevano anche i Blackburn Rovers, ma i servizi di immigrazione britannici non gli concessero il permesso di lavoro, così, quasi forzatamente tornò a giocare in patria, nello Shimizu S-Pulse prima e nello Yokohama FC poi.
Tentò nuovamente l’esperienza in Europa qualche anno dopo, nel 2005, ma i risultati non furono esaltanti: in Francia nelle fila del Metz fece 16 presenze e 2 gol e nel 2006 in Germania nel Duisburg 12 presenze e 2 gol. Nonostante ciò fu convocato lo stesso per i Mondiali di Germania 2006 e con i suoi 3 gol è l’asiatico che ha realizzato più reti nella Coppa del Mondo. Ha chiuso la carriera nel 2009 nel Dalian Shide, con 68 presenze e 19 reti all’attivo nella propria Nazionale. Inoltre si è distinto per le nozze con una modella già vincitrice di Miss Korea, Lee Hye-Won e oggi, ancora molto popolare in Corea del Sud, si occupa di spot e comparsate in televisione. Tutto il mondo è paese, anche in Corea.









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