Bidoni calcio: Blaz Sliskovic e Pescara, a volte ritornano
Blaz Sliskovic arrivò in Italia nell’estate del 1987 proveniente dall’Olympique Marsiglia, ad aggiudicarselo, battendo la concorrenza, si perchè anche se oggi potrebbe sembrare strano, a contenderselo erano molte squadre, alla fine fu il neopromosso Pescara allenato dall’istrionico Giovanni Galeone. Il ragazzo godeva di buon credito dopo essersi messo in mostra nel 1980, in una partita tra la Nazionale jugoslava e l’Italia Olimpica in cui segnò 3 reti, mentre nel 1985 era stato eletto miglior calciatore jugoslavo dell’anno.
L’inizio del campionato 1987/88 fu anche l’anno dell’ingresso in società dello storico Presidente Pietro Scibilia, patron dei gelati Gis, che all’epoca sponsorizzava anche Francesco Moser. In quella squadra votata all’attacco e alla spregiudicatezza, giocavano anche Leo Junior, Gaudenzi, Camplone, Bergodi, Pagano, i portieri Gatta e Zinetti e Giampiero Gasperini, attuale tecnico del Genoa. Blaz giocò 23 partite e realizzò 8 gol, non male per un centrocampista al primo anno in Italia, così al termine della stagione arrivò la salvezza e in quella successiva la squadra acquistò altri due calciatori brasiliani: il centravanti Edmar e la mezza punta Tita, ma lascerà andare Sliskovic, decidendo di accettare l’offerta del Lens perchè bisognava anche fare cassa. Non solo una moda esterofila insomma, il primo anno fu anche utile alla causa.
Ma non finì qui, tra Baka, come simpaticamente lo chiamano ancora in città e Pescara, nacque un legame indissolubile. La stagione successiva, dopo alcune pesanti sconfitte, come quella per 8 a 2 contro il Napoli al San Paolo, sembrò che la squadra potesse salvarsi, invece retrocesse. Il Pescara salutò la massima serie per qualche anno, ma quando nella stagione 1994/95 gli adriatici tornarono in serie A, Giovanni Galeone, suo grande estimatore, non esitò un attimo a richiamarlo. Con lui in campo anche Dunga e John Sivebaeck, campione d’Europa con la Danimarca nel 1992, ma i risultati non furono esaltanti, la squadra retrocesse, nonostante prestigiose vittorie contro Roma e Juventus e una spettacolare sconfitta 5-4 contro il Milan.
Per il 33enne 18 presenze e 1 gol, niente da ricordare, come altri suoi celebri predecessori, si dice fosse molto più utile nel tempo libero, di grande compagnia. Che Giovanni Galeone fosse un amante del buon vino e delle belle donne è risaputo da tempo, lui stesso non lo ha mai negato, il feeling con la città fu immediato, calcio spettacolo, votato all’attacco e divertimento, non poteva desiderare di meglio. Lui, zonista convinto da prima di Sacchi e Zeman, ha avuto sempre metodi di allenamento alternativi, come quelli sulla spiaggia e non è mai stato troppo rigido con i suoi, anzi era spesso solito uscire anche con alcuni giocatori, erano a Pescara, ma in quegli anni sembrava Copacabana.
I maligni dicono che l’allentore avesse richiamato Sliskovic per avere compagnia nelle sue uscite, perchè si divertiva molto a stare con lui, ma non lo sapremo mai. Tornato in patria, dove ha poi chiuso la carriera, è stato anche il commissario tecnico della Nazionale della Bosnia Erzegovina che ha allenato durante il Mondiale di Germania del 2006, non poteva essere altrimenti, con un maestro del calibro di Galeone. Attualmente allena il KF Tirana in Albania.









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