Bidoni calcio: Jorge Washington Caraballo, il nuovo Schiaffino

Jorge Washington Caraballo
La storia di Jorge Washington Caraballo è la testimonianza netta dell’approssimazione che c’era nel calcio italiano negli anni 80, un calcio bello, ma anche poco qualitativo e dilettantistico in alcuni casi. Questo è uno di quei casi: il Presidente del Pisa, Romeo Anconetani, è alla ricerca di acquisti esotici che possano permettere alla propria squadra di centrare la salvezza in serie A, vuole fortemente un uruguaiano, possibilmente a basso costo, possibilmente sconosciuto, possibilmente bravo.

Preso da altri e forse più importanti impegni di lavoro, decide di mandare in avanscoperta suo figlio Adolfo che riesce nell’impresa solo in parte, Caraballo costa poco, è sconosciuto, ma non è proprio quello che si definirebbe un buon acquisto. Il ragazzo, dirigente improvvisato, non ha molta esperienza in ambito calcistico e appena arrivato a Montevideo viene a sapere dell’esistenza di un giovane talento locale, niente di meno che da un tassista! Robe da altro calcio. Dopo aver visionato il giocatore in fretta e furia, l’affare va in porto in men che non si dica e il 16 luglio del 1982 Caraballo sbarca all’aeroporto di Pisa accolto da una folla festante che sogna già in grande. Lui non è da meno e non perde tempo: si definisce subito come “il nuovo Schiaffino“, mai paragone poteva essere più infelice!
 
Le cose non vanno come ci si aspettava, l’allenatore del Pisa Luis Vinicio, che di calcio ne capisce, lo utilizza con il contagocce, forse proprio per questo motivo, la squadra raggiunge l’undicesima posizione e si salva. Di Caraballo si ricorda solo un rigore calciato, sullo 0-0 contro il Bologna, direttamente in curva tra le risate dei tifosi. Lasciata l’Italia che non gli ha dato un’opportunità per mettersi in mostra, si trasferisce in Ecuador e poi in Cile. Il suo mito però rimane ancora, dopo lo slogan: “Caraballo, gioha bene nell’intervallo” coniato all’epoca dai tifosi pisani delusi, in Toscana oggi per parlare di una persona poco affidabile, si usa dire: “Caraballo, mejo perdello he trovallo“. E come in tutti i casi di bidoni storici che si rispettino, anche in questo non manca la leggenda metropolitana, la sua narra che faccia il tassista a Montevideo e sarebbe davvero il colmo, visto che grazie a un tassista iniziò la sua, seppur breve, avventura italiana.

Ven 24/09/2010 da Giuseppe Mancini in

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