Bidoni calcio: Tuta e quel maledetto gol

Bastos Tuta
Ci sono storie nel calcio che sembrano film per quanto possano sembrare surreali, quella di Bastos Tuta è una di queste. Attaccante brasiliano che viene principalmente ricordato dai tifosi italiani per due motivi che poco c’entrano con le prestazioni sportive: la somiglianza con Aristoteles, personaggio del film l’allenatore nel pallone, con il quale condivide anche l’amaro destino e per un gol “inopportuno” in un Venezia-Bari, che proprio come per Aristoteles nel film fu causa delle sue disgrazie.

Arriva a ottobre del 1998 in laguna, ma non si conosce molto di lui, riesce a giocare qualche partita, ma non molte, anche perché ha davanti due bomber all’epoca implacabili: Alvaro Recoba e Filippo Maniero.La notte invece si concede qualche divertimento e un po’ di samba con l’amico brasiliano difensore del Venezia, Fabio Bilica. L’inizio non è male, segna subito contro la Lazio in casa e poi al Milan a San Siro, ma nonostante la firma su un gol nella Scala del calcio il suo momento di celebrità, quello per cui sarà ricordato per sempre, deve ancora arrivare. E’ il 24 gennaio 1999, il Venezia gioca in casa uno scontro salvezza contro il Bari, l’allenatore dei lagunari Walter Novellino fa entrare Tuta che sul risultato di 1-1 sigla la rete del vantaggio al novantesimo, è l’unico ad esultare, non lo fanno nemmeno i suoi compagni di squadra, lo guardano tutti male, ma lui non riesce a capire il perché.
 
Negli spogliatoi si scatena il putiferio e il povero brasiliano, come se non bastasse, le prende pure. Non è difficile capire che quella partita è stata combinata per finire in pareggio, entrambe le squadre si sono accordate in maniera tacita e non scritta sul campo. La Procura apre un’inchiesta, l’allora Presidente del Venezia Maurizio Zamparini ridimensiona i fatti dicendo che Tuta non capisce bene l’italiano e alla fine non succede nulla. L’attaccante, psicologicamente provato e molto deluso dall’accaduto e dallo spettacolo poco edificante offerto dal nostro calcio, lascia l’Italia. Ucraina e Corea le tappe successive della sua carriera, ma senza incidere più di tanto. Se solo non avesse segnato quel gol…

Gio 30/09/2010 da Giuseppe Mancini in

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