Byron Moreno: “In carcere è triste e distrutto”
“Triste e distrutto”: Byron Moreno è stato definito così da Jorge Lopez, il console ecuadoriano che lo ha visitato nella prigione di New York, dove l’ex arbitro è rinchiuso dopo essere stato arrestato per possesso di droga. Il 21 settembre scorso Moreno è stato fermato all’aeroporto di New York con sei chili di eroina dal valore di 400mila dollari nascosti nelle mutande. Il console del suo Paese è andato a trovarlo: “Moreno è in uno stato di prostrazione assoluta. È distrutto mentalmente, in preda alla tristezza e shoccato per tutto ciò che gli è accaduto”.
Nei giorni scorsi a Quito, la capitale dell’Ecuador, era girata la voce secondo cui Moreno aveva tentato il suicidio. Falso, ha assicurato il console: “Lui stesso mi ha detto che non è vero”. Quel che è certo è che l’ex fischietto, finito nell’occhio del ciclone per gli arbitraggi più che sospetti prima nei Mondiali in Corea poi in patria, è in cura da uno psicologo per affrontare il delicato momento. Il rischio è di passare in cella dieci anni. Il procuratore antinarcotici di Quito spera però che possa collaborare con la giustizia svelando i nomi dei suoi complici nel traffico di droga. In questo caso potrebbe esserci uno sconto di pena.
Moreno intanto resta in carcere. Se è pentito non si sa. È “demoralizzato”, e dietro le sbarre non può essere altrimenti. Il rischio di essere maltrattato dagli altri detenuti c’è sempre. Di certo qualcuno il gesto delle corna quando passa glielo fa: la fama dell’arbitro più cornuto del mondo è arrivata anche lì. Chissà se qualcun altro lo abbia anche sbeffeggiato con la stessa battuta di Buffon: “Moreno la droga ce l’aveva anche in Corea, ma non nelle mutande”, aveva ironizzato il portiere della Juventus.









Loading ...











