Byron Moreno, la parabola dell’arbitro più contestato d’Italia

L’ex arbitro ecuadoriano Byron Moreno – balzato nuovamente agli onori delle cronache “in negativo” per essere stato arrestato ieri mentre cercava di entrare negli Stati Uniti con almeno sei chili di eroina nascosti nei pantaloni – ha avuto uno strano percorso professionale, dopo aver calcato i campi del Mondiale coreano.


L’ex arbitro era stato dapprima sospettato di corruzione, in relazione ai risultati delle partite del Mondiale da lui arbitrate. Tornato in patria, c’era stata una candidatura in politica a Quito, con lo slogan “Cartellino rosso contro la corruzione“, conclusasi con un nulla di fatto.
Infine il ritorno sui campi di calcio, ma solo in Ecuador, dove Moreno – forte dell’appena conquistata notorietà planetaria – aveva dato una “sua” impronta molto particolare all’arbitraggio: ogni partita due, cinque, sette espulsioni, una volta fece finire con 13 minuti di recupero un incontro importante del campionato ecuadoriano (riuscendo a far ribaltare il risultato).
 
L’avventura si era conclusa con la sospensione dall’incarico parte della Federazione del suo Paese. Moreno è attualmente impegnato come commentatore sportivo in una radio e in canale tv dell’Ecuador.
 
L’ex arbitro, come tutti i tifosi azzurri ricorderanno, fu decisivo nel determinare l’eliminazione della Nazionale italiana dal Mondiale in Corea nel 2002.

Ti piace?

Mer 22/09/2010 da Angelo Pastore
Sottoscrivi questi commenti

Commenti (1)

1 Punti Add karma Subtract karma
AVATAR
Armando

In cella con un bel negrone “formato baobab”!

Aggiungi il tuo commento

Registrati nella community o effettua il Login

Oppure collegati con Facebook

Ricorda i miei dati per la prossima volta

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Codice di controllo