Calciomercato Napoli: Paolo Cannavaro amareggiato


Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, non ha usato mezze parole per far capire il concetto al capitano azzurro Paolo Cannavaro in merito al suo futuro nel club partenopeo. La dichiarazione rilasciata dal numero 1 del Napoli ha lasciato tutti a bocca aperta compreso Cannavaro che non si aspettava un’uscita del genere dal presidente De Laurentiis. La questione ruota intorno al rinnovo del contratto del calciatore. Ecco cosa ha detto il presidente partenopeo. «Il contratto se vuole rinnovarlo lo rinnova, altrimenti va via. Se per Paolo poi c’è il Dubai che ha bisogno, Dubai non è Napoli, ma un circo dove si sfila e si strapaga».


Un chiaro ed esplicito messaggio per il capitano della squadra campana. In precedenza era stato il fratello di Paolo, Fabio Cannavaro, a dichiarare di essere stato ignorato dal Napoli poichè lui voleva chiudere la carriera agonistica proprio nella città dove è diventato famoso e popolare in tutto il mondo. Era questo il sogno dell’ex capitano della nazionale italiana.
 
Ma non del presidente del Napoli e pertanto Fabio Cannavaro giocherà in Arabia con il Dubai. Ora la battuta sul Dubai di De Laurentiis al fratello Paolo fa ben intendere che il rinnovo del contratto non è così scontato. A replicare per primo alle parole del presidente ci ha pensato il procuratore di Paolo Cannavaro, Gaetano Fedele.
 
Ai microfoni di Sky Sport, Fedele ha precisato che Cannavaro è molto amareggiato per quanto detto dal numero 1 del Napoli. Oggi è intervenuto anche Paolo Cannavaro. «Sono sorpreso e deluso da quanto detto sul mio conto – ha detto il difensore -. Non ho mai fatto una questione di soldi, tanto è vero che sono venuto a parametro zero in Serie B e potevo anche andare via con l’articolo 17. Mi sento degradato dalla fascia di capitano, se c’è gente più attaccata di me a questa maglia la cedo volentieri. Ripeto, potevo anche andare via gratis, ma ho sempre dato tutto per questa maglia. Per me è assurdo quello che sta succedendo».

Gio 22/07/2010 da Domenico Giampetruzzi

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