Capello boccia l’Italia e resta disoccupato

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A poche ore dalle dimissioni che hanno portato la separazione definitiva tra Fabio Capello e la nazionale britannica, l’ex tecnico rossonero pizzicato da “Striscia la Notizia” in Svizzera ha parlato del suo futuro senza svelare le ragioni e i retroscena alla base del divorzio con la FA britannica. La Federazione di calcio d’oltremanica è stata chiara ed ha imposto il silenzio al suo ex commissario tecnico, una clausola presente nelle pratiche di liquidazione che hanno sancito la fine dell’avventura inglese del friulano.


Dopo l’Inghilterra una pausa
Il rapporto non è mai stato idilliaco. In questi anni di militanza al timone tecnico della nazionale della regina, Capello ha dovuto imbastire una selezione competitiva che riscattase gli opachi risultati del passato, lottando anche con buona parte della stampa inglese coesa contro il suo operato e mai clemente quando incappava in una sconfitta. Ora è tutto finito, Capello ha preso la sua decisione e non vuol sentir parlare, almeno per il momento di totopanchina. “Non è stata una fuga, sono andato via perché c’è stato un misunderstanding. Sono stato benissimo però ci sono momenti in cui si decide di andare via. Cosa ne pensa la regina Elisabetta? La regina è sopra le parti. Il futuro? In Italia no, assolutamente no. Ora voglio rilassarmi” – ha spiegato don Fabio al microfono di Valerio Staffelli.
 
Capello smentisce il Chelsea
Capello è ritroso e non vuole fare programmi a breve termine. Troppo traumatico il suo addio all’Inghilterra, il goriziano non si rimetterà in gioco, smentendo con forza le voci che lo hanno accostato alla panchina del Chelsea. Il patron dei Blues Roman Abramovich potrebbe dare il ben servito al portoghese Villas Boas a fine stagione e già in tempi non sospetti cercava un ct da mettere allo Stamford Bridge, all’epoca corteggiò senza risultato Sven Goran Eriksson. Ora potrebbe essere il turno del tecnico italiano ma il friulano sta bene così e intascata la liquidazione di circa due milioni di sterline rispetterà la regola del silenzio almeno fino a dopo Euro 2012, come pattuito con l’intransigente FA britannica.

Sab 11/02/2012 da Giona in

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