Ciclismo, doping sorprende Ribeiro


Il fantasma nero del doping, cancro dello sport agonistico odierno, sembra essere compenetrato come in un tutt’uno con il mondo del ciclismo, attanagliandolo e privandolo dell’aspetto ludico-competitivo che dovrebbe rappresentarne l’essenza prima e lo spirito portante.


Il tunnel che ha inghiottito Alessandro Petacchi pochi giorni fa, è storia recente; l’atleta azzurro accusato di aver assunto sostanze dopanti prima della Grande Boucle è un colpo al cuore, ma dalle analisi biologiche eseguite a ruota dall’organo competente, sembrano fioccare a ruota esempi simili. Ultimo in ordine di tempo ad essere stato trovato positivo all’Epo-Cera è il portghese Nuno Ribeiro, vincitore della scorsa edizione del Giro del Portogallo, successo immediatamente ritiratogli dopo i risultati della analisi di laboratorio. Insieme a Ribeiro inibito dall’attività agonistica per due anni, tegole anche per i ciclisti iberici Hector Guerra ed Isidro Nozal.

Sab 24/07/2010 da Giona in

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