Ciclismo, Riccò si ribella alla condanna

Giorni movimentati e di tensione alle stelle, per il ciclista su strada di Sassuolo Riccardo Riccò che ha replicato immediatamente, avvalendosi di un ausilio legale, alla dura condanna del tribunale francese che gli ha inflitto come sentenza due anni di carcere con la condizionale e multa aggiuntiva da estinguere.
Il fattaccio che ha visto coinvolto il campione italiano Under-23 nel 2004, risale a due anni or sono, in occasione del Tour de France, quando dopo i controlli di routine anti doping fu trovato positivo alla Cera, l’Epo di ultima generazione, sostanza proibita dal codice e la cui assunzione incorre in ammende disastrose per la carriera dell’atleta stesso. In particolare è stato il legale di Riccò che si è fatto portavoce della questione, sottolineando la non idoneità della sentenza emessa: “Riteniamo ingiusta la sentenza. Un principio del diritto francese ed europeo, il ‘non bis in idem’, e’ stato violato. Ricco’ non puo’ essere condannato due volte per la stessa infrazione”. Ora siattendono gli sviluppi del ricorso in appello, ma pare che il ciclista dovrà comunque scontare la pena.









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