Cluj, Mandorlini: “esonero, una vigliaccata”
Per un pelo l’incontro di Champions in programma stasera all’Olimpico tra Roma e Cluj non sarà un “derby italiano” tra le panchine: il rapporto tra il tecnico Andrea Mandorlini e la dirigenza del club romeno, infatti, si è interrotto in un modo piuttosto burrascoso proprio alla vigilia dell’esordio europeo con il Basilea. Giusto dopo che Mandorlini aveva portato a casa tutto quello che c’era da vincere, tra campionato e coppe nazionali.
“In sei mesi, da novembre a maggio, abbiamo vinto tutto e poi siamo ritornati, alla ripresa della stagione, vincendo la Supercoppa” – ricorda Mandorlini – “L’esordio in campionato è stato un pareggio, alla seconda abbiamo vinto 2-0, ma poi ho ricevuto una chiamata in videoconferenza dal presidente dove mi si diceva che sarebbe finita come tre anni fa e sarebbe cambiato l’allenatore. Praticamente mi hanno avvisato che rischiavo l’esonero dopo aver vinto tutto e dopo un pareggio ed una vittoria nelle prime due di campionato. Questo a fine luglio e poi è arrivato l’esonero alla vigilia della Champions, una vigliaccata.”
A Mandorlini è succeduto il romeno Cartu, che tra l’altro ha pareggiato (dopo essere andato in svantaggio), il derby tra Cluj e Universitatea Cluj. Alla “tradizione italiana” di tecnici sulla panchina del club romeno (prima di Mandorlini, sulla panchina del club sedeva un altro italiano, Trombetta, che sorprese la Roma nella notte di due anni fa), si aggiungono i giocatori che dall’Italia sono migrati verso est: nell’attuale rosa del Cluj se ne contano 3, l’ex juventino Felice Piccolo, l’ex del Napoli Roberto De Zerbi e l’ex Udinese, Modena e Bari Ferdinando Sforzini.









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