Coppa del Mondo, una storia lunga 80 anni

Il Mondiale di calcio organizzato ogni quattro anni è uno degli eventi sportivi più attesi e seguiti in tutto il pianeta ed il numero di persone che, in modo accorato segue le sorti della propria nazionale è settato intorno ai tre miliardi, cifra impressionante raggiunta e sorretta nel tempo, anche grazie all’ avvento e alla diffusione capillare dei media e all’ ampia e eterogenea scelta che abbiamo a disposizione nella vasta gamma di offerte televisive che ci vengono proposte a gogò, con cadenza giornaliera.
Ad oggi dunque, è quasi incomparabile il seguito di ascolti che la kèrmesse mondiale riesce a raccogliere, seconda solo ai Giochi Olimipici, una copertura mediatica del globo senza precedenti certo, ma possibile dai Mondiali organizzati in Svizzera nel 1954, i primi ad essere trasmessi in televisione. Tante le curiosità che attraggono la nostra attenzione quando si parla di un Mondiale di calcio, non solo inteso, si rischierebbe di minimizzare l’ evento, come una sterile reunion di giocatori appartenenti alle nazionali più in voga della Terra, che si dannano l’ anima per conquistare l’ ambita Coppa del Mondo.
Proprio intorno al celeberrimo titolo iridato gravitano decenni, tanto affascinanti quanto ingarbugliati di storia, di agonismo e sport, inteso nella sua più intima e genuina essenza. Dai primi Mondiali mai organizzati, indelebile in memoria è l’ inaugurazione della edizione esordiente in Uruguay nel 1930 e fino al campionato indetto in Brasile nel 1970, la coppa era denominata Coppa Rimet, in onore del presidente dell’ organo più in vista del calcio, la Fifa, Jules Rimes, sua tra l’ altro l’ idea di inaugurare la kèrmesse nel colorato paese sudamericano.
Con la terza vittoria consecutiva della fortissima selezione carioca, il nome cambiò in Coppa del Mondo Fifa, talmente ambita e famelicamente ricercata che si registrano nella sua storia due tentativi di furto, il primo sventato in occasione del Mondiale inglese del 1966, un aneddoto racconta che il ritrovamento sia avvenuto in maniera del tutto casuale, grazie al fiuto di un cane che la scovò abbandonata in una strada, l’ altro al contrario, andò a buon fine e i balordi ebbero la meglio, facendo perdere le tracce della coppa. Si mobilitarono gli esperti più accreditati sulla faccia della Terra per determinare quale design e materiale fossero maggiormente indicati a sostituire la vetusta Coppa Rimet; alla fine, la scelta ricadde sull’ opera dello scultore italiano Silvio Gazzaniga che creò un trofeo alto 36 centimetri, di 18 carati d’ oro e più di 6 kilogrammi di peso, che rappresenta tutt’ ora la Coppa del mondo di calcio.
E’ l’ Italia a detenerne il possesso, però solo ideale considerato che dopo i continui e nefasti danni che il trofeo subiva, quando tenuto per i lunghi 4 anni dalla nazionale vincitrice del Mondiale, è stato deciso di accontentare i giocatori approdati sul tetto del calcio mondiale solo per due ore, lasso di tempo sufficiente per rimirare e accarezzare il titolo iridato, poi il trofeo parte immediatamente alla volta della sede Fifa situata in Svizzera.
Via|Sudafrica2010








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