Corea del Nord, giocatori umiliati e derisi


Se in Italia e in Francia, il popolo ha quasi rimosso la terribile esperienza mondiale, terminata con un’esclusione tribolata e repentina per entrambe le nazionali, a distanza di qualche settimana dalla fine della rassegna iridata sudafricana, il Regime nordcoreano è ben lungi da una parvenza di perdono nei confronti dei convocati, protagonisti della dèbacle davanti agli occhi del pianeta.


Troppo forte l’onta e la vergogna, la sconfitta all’esordio con la Seleçao poteva starci tutta, ma le goleade prese con Portogallo e Costa d’Avorio hanno ridotto in briciole il nome della grande Corea del Nord. Questo almeno il pensiero vigente nelle teste degli esponenti del Regime di Pyongyang.
 
Come contrappasso per la figuraccia rimediata e punizione esemplare a cui non ci si può sottrarre, la rosa nazionale al completo è stata costretta a ricevere insulti e sentenze da una sterminata platea per sei ore interminabili, il tutto mentre erano immobili, in piedi e senza possibilità di movimento su un palco allestito al Palazzo della Cultura Popolare. Una vera e propria gogna pubblica, in effetti è mancata solo la lapidazione come piatto forte, una piccola tortura inflitta ai muscoli dei malcapitati, proprio quei muscoli che non hanno compiuto il loro dovere in Sudafrica, oltre che un messaggio ai futuri convocati nordcoreani. Destino più crudele, se vogliamo, per il ct Kim Jong-Hun; per lo sfortunato tecnico si sono prefigurati i lavori forzati in un cantiere della capitale, una sfibrante pressione fisica per l’uomo che se ne è stato beato e seduto in panchina, senza muovere un dito davanti alla disfatta dei suoi uomini.

Gio 29/07/2010 da Giona in

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