Corea del Nord, la desamina di Jung Han dopo il tracollo Mondiale

Corea Nord, 'molto da imparare'
Mentre la Corea del Sud è ancora intenta a festeggiare il passaggio agli Ottavi di Finale, impresa riuscita solo in occasione del Mondiale organizzato in casa insieme al Giappone nel 2002, c’è chi recita un doveroso mea culpa e passa in rassegna il lungo elenco degli errori, tanti e imperdonabili, commessi alla kèrmesse che hanno significato l’esclusione alla prima fase.


Il 7-0 raccolto contro il Portogallo di Queiroz rappresenta la sconfitta più larga mai incassata dalla Corea del Nord nella sua storia calcistica, una dèbacle senza precedenti per una selezione giunta in Sudafrica con i migliori propositi e già sulla via del ritorno, in un paese che non ammette sbafature ed ha censurato, episodi ed immagini non gradite al Regime vigente. “La Corea del Nord ha molto da imparare dal 7-0 subito contro il Portogallo. Non ha cambiato in tempo la tattica rafforzando la difesa. Solo con una fase difensiva più forte e rapidi contropiede, la squadra può sperare di tener testa ad avversari come Brasile e Portogallo. Ora la squadra deve migliorare la sua tattica con coraggio” – questo il pensiero dell’ex nazionale nordcoerano che gioco al Mondiale ‘66, oggi 70enne Lim Jung Han che individua negli svarioni difensivi e stenti tattici, la vera ragione dell’umiliazione subita in campo. Le tigri asiatiche faranno lo loro ultima comparsa a questo Mondiale, affrontando la Costa d’Avorio a Nelspruit.

Mer 23/06/2010 da Giona in

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