Dalla Corea alla Slovacchia: storia dei flop azzurri
Prima dell’eliminazione subita contro Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia (decisamente un girone più facile non lo si poteva pescare) il punto più basso della Nazionale italiana ai mondiali di calcio era stata raggiunto nel campionato del mondo giocato nel 1966 in Inghilterra: in quell’occasione fu la Corea del Nord ad eliminare l’Italia, con gol dell’ormai mitico “dentista” Pak Doo Ik.
Il gol del coreano eliminò un’Italia che non era paragonabile a quella portata in Sudafrica da Marcello Lippi: lì c’era gente come Sandro Mazzola, Gianni Rivera, Tarcisio Burnich, Giacinto Facchetti…
Gli Azzurri furono presi a pomodori al ritorno dal mondiale e la Federazione ottenne il blocco degli stranieri che chiuse i confini del nostro campionato per quindi anni.
Ma si può forse dire che le colpe dell’Italia eliminata dalla Slovacchia sono maggiori: qui non si tratta di una partita andata male, ma di tre; qui non c’erano i campioni menzionati, ma onesti mestieranti scelti da Lippi e portati a un mondiale in cui non potevano chiaramente competere.
Probabilmente saremmo usciti noi, conto l’Olanda di Robben e Sneijder, ma intanto la Slovacchia è diventata la nuova Corea del Nord, e Robert Vittek è il nostro nuovo incubo mondiale…









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