Di Canio: “Totti egoista, senza di lui Roma più forte”

“Totti è un egoista, non è un vero leader e senza di lui la Roma è migliore”. Paolo Di Canio bombarda di critiche il capitano giallorosso, rivale in campo e fuori, per come ha reagito alla sostituzione durante Roma-Inter. L’ex giocatore e simbolo della Lazio accusa Totti senza freni. Di Canio sputa fuori ciò che pensa, e forse ha sempre pensato, in modo diretto, come sempre. Va giù duro, pesante: “Trovo incredibile quello che ha fatto quando è stato sostituito. È di una gravità assoluta. Io non mi sarei mai permesso di lasciare il campo in quel modo”.
Sabato sera, anticipo della quinta giornata contro l’Inter. Totti viene sostituito da Vucinic, si arrabbia e se ne va dritto negli spogliatoi. Di Canio attacca: “È mancanza di rispetto verso i compagni che rimangono in campo. Il compito di un capitano è rimanere vicino alla squadra. Questo, invece, significa essere egoisti perché un leader vero non deve mai lasciare i compagni da soli. Lui invece si è dimostrato egoista, perché pensa di essere protetto”.
Di Canio si immedesima quindi nei pensieri di Mirko Vucinic che, dopo aver segnato il gol partita allo scadere, ha esultato rabbiosamente prendendo a calci i cartelloni pubblicitari: “Sembra dire – Cavolo io mi impegno tanto, sono importante, potrei essere utile, ma c’è uno che deve giocare per forza al posto mio altrimenti succedono dei casini-”.
Poi la frecciata più dura: la Roma è più forte senza Totti in campo. “L’anno scorso c’è stata più responsabilità nella squadra quando Totti è stato fuori e risultati si sono visti. Ieri quando è uscito Totti la Roma è sembrata di nuovo una squadra, con tutti che si aiutavano”. I romanisti lo accuseranno di blasfemia. Ma sarà anche un duro colpo al cuore per il capitano giallorosso, che per tutti questi anni si è trascinato la Roma sulle spalle, rifiutando anche offerte allettanti di squadre più competitive. E se i giallorossi hanno raggiunto risultati importanti il merito è soprattutto suo.
Quest’anno le cose stanno cambiando. Un po’ l’età che avanza, un po’ gli acciacchi, fatto sta che Totti non è più indispensabile come prima. Lui l’ha capito e non lo accetta. E, a parte le discutibili reazioni contro Ranieri, è pure comprensibile. Quello di Di Canio sembra un infierire dal punto di vista psicologico su un avversario già in difficoltà. Ma qui non si tratta della semplice rivalità tra due calciatori. Qui ci sono un laziale contro un romanista. Non sono semplici opinioni sul calcio giocato, ma frecciate dettate dall’appartenenza a una bandiera. Il derby, a Roma, vive in ogni attimo.
Di Canio continua: “Quando dà un calcione o sputa in faccia a un avversario non si comporta da leader. I veri leader sanno sacrificarsi per la squadra, senza mai polemiche. Non direbbero mai come Totti dopo la partita col Bayern: abbiamo fatto catenaccio accusando di fatto l’allenatore“.
E poi, chiusura col botto, Totti sarebbe finito: “La gestione di Totti è questa, lo sanno tutti: da due anni lavora solo due o tre giorni a settimana con Vito Scala. È stato un grande giocatore, ma ora è diverso”. Facile immaginare il tono delle reazioni dei tifosi romanisti nelle radio romane. In attesa della risposta di Totti che, scommettiamo, non si farà attendere e non sarà tanto gentile.









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