Doping, Petacchi nei guai
Impegnato alla sfibrante Grande Boucle, giunta alla sua 15esima tappa, dove ha tagliato il traguardo per primo in due circostanze, il ciclista su strada di La Spezia Alessandro Petacchi deve fare i conti a distanza con lo scandalo doping in pieno atto e sotto l’attenzione certosina del pm padovano Benedetto Roberti in sinergia con l’operato della Guardia di Finanza e i Nas di Firenze che hanno aperto un fascicolo a suo carico.
Dopo l’americano Armstrong ora anche l’atleta azzurro; l’accusa, ancora in fase di accertamento e si attenderanno altre decisive testimonianze in sede idonea, è quella che taglia le gambe di netto alla carriera di uno sportivo; uso di sostanze proibite e vietate, il solito doping divenuto ormai il cancro dello sport odierno.
Un avviso di garanzia era stato notificato al ciclista ligure in forza alla Lampre-Farnese Vini, già pochi giorni prima dell’avvio del Tour de France, ma Petacchi vincitore delle tappe di Bruxelles e Reims pensava e sperava in una rapida risoluzione della losca quanto scomoda vicenda, senza interpellare terze persone e agitare le acque. Ma i valori emersi dalle analisi biologiche sono duri da contestare, sarebbe come negare una travolgente evidenza e la positività all’albumina umana e Pfc, acronimo di Perfluorocarburo ha mosso gli estremi per un’inchiesta e l’apertura del caso.
In particolare, il Pfc è considerata una sostanza subdola, in quanto aumenta la quantità d’ossigeno ai miociti, cellule muscolari, nascondendosi efficacemente ad una normale analisi per rilevare l’ematocrito, dunque un atleta potrebbe farne uso senza in teoria essere sorpreso. Non manca il precedente per Petacchi, trovato positivo al salbutamolo 3 anni or sono e squalificato in modo esemplare dal Tribunale di Losanna per un anno; nel vuoto le sua tesi di aver assunto un anti-asmatico che ha falsato l’indagine di laboratorio.














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