F1: caso Ferrari, sì agli ordini di scuderia?
“Rallenta, consumi troppo”, “le tue gomme si stanno degradando”, “i freni si surriscaldano”: sono queste le parole “cifrate”, ma neanche troppo, solitamente utilizzate per comunicare ai piloti di Formula 1 l’ordine di lasciarsi passare. Ipocrisie – così sono state definite da Montezemolo – che potrebbero avere vita breve.
Il superdiscusso sorpasso Massa-Alonso di domenica scorsa durante il Gran Premio di Formula 1 a Hockenheim infatti potrebbe essere il punto di partenza per ridisegnare il regolamento e legittimare – questo naturalmente è l’auspicio di tutti, da Ecclestone a Ross Brawn della Mercedes, oltre che naturalmente della Ferrari – i tanto discussi ordini di scuderia.
Da notare che era stata proprio la Ferrari a provocare l’introduzione della norma 39.1, che vieta i giochi di squadra. Il giallo avvenne al GP d’Austria 2002 quando Todt comunicò platealmente a Barrichello, leader della gara, di farsi superare da Schumi. Un comando che fece scalpore perché non esisteva alcun motivo urgente per sottolineare la leadership di Michael, in quanto il tedesco era largamente in testa al mondiale. Subito dopo la Fia vietò simili manovre. Adesso è la Ferrari a pretendere — lo farà al Consiglio Mondiale di settembre — che quel capitolo riguardante gli ordini venga rimosso.









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