Ferrari F1: ecco chi sono i ragazzi del box
Solo gli addetti alle gomme sono dodici (tre per ogni pneumatico). Poi c’è chi comanda le operazioni davanti alla vettura, chi sta dietro e controlla che tutto sia in ordine, chi è a pochi metri, per un totale di una ventina di meccanici impegnati nel solo pit-stop…
In realtà, poi, sono circa ottocento le persone che lavorano alla Gestione Sportiva, il team che manda in pista le Ferrari. E che domenica, dopo il trionfo di Alonso e il terzo posto di Massa, con conseguente riapertura per la Ferrari del cassetto che conteneva il sogno mondiale, si sono meritati i complimenti del loro responsabile, Stefano Domenicali.
“A chi è stato protagonista durante il pit stop, a chi lavora così bene in pista durante le gare, ma anche a chi resta a casa, ma durante la settimana fatica in fabbrica, occupandosi dello sviluppo della macchina“. Queste le parole di Domenicali.
Mentre Alonso aveva detto sin dal primo giorno: “Vedendo lavorare gli uomini della Ferrari, ho capito perché questa squadra lotta sempre per il Mondiale, ogni anno. Un campionato può andare bene o male, ma impressionante è la mentalità vincente, la determinazione, la ferocia agonistica che possiedono tutti,” aveva detto lo spagnolo, “Osservandoli, ho capito che al volante di una rossa non puoi mai arrenderti. Io sono convinto che lotterò per il titolo sino all’ultima gara, ma questa non è una promessa, è un impegno. Se fai parte del mondo Ferrari, devi adeguarti. Un pianeta dove tutti cercano la perfezione“.
La scuderia Ferrari Formula 1 progetta, costruisce e sviluppa tutto in proprio: motore, cambio, telaio. Possiede dei fornitori (per esempio dei freni, oltre che delle gomme, uguali per tutti i team), ma il “know how” Ferrari è la base principale e per questa complessa attività sono impiegate più di 200 persone, che vanno ad aggiungersi agli uomini in pista. Si tratta di stime, visto che ufficialmente Maranello preferisce non fornire numeri precisi.








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