Francia, Domenech in rotta con il gruppo


Raymond Domenech non ha più la fiducia della sua squadra. E lo spogliatoio sembra essersi spezzato. Lo rivela il quotidiano inglese Daily Mail che sul suo sito online riporta un dossier in cui spiega tutti i passaggi, che hanno portato la nazionale francese in queste condizioni ai Mondiali sudafricani.
Sembra addirittura che “Les Bleus” siano in disaccordo tra di loro a tal punto che si guardino bene dal passarsi la palla, qualora il compagno che si trovi accanto non sia della stessa “fazione” dello spogliatoio. Figurarsi se si tratta di qualcuno che sembra simpatizzare con il commissario tecnico dei galletti…


Pare che durante la recente amichevole con il Costa Rica ad Anelka fosse stato suggerito di non passare la palla a Gourcouff. Nella sconfitta contro la Cina, addirittura Ribery avrebbe evitato di “guardare” dei compagni ai fini di effettuare lanci e passaggi.
 
La partita d’esordio della Francia nel girone A è prevista per domani sera alle 20,30 al Green Point Stadium di Cape Town contro l’Uruguay. Tra gli undici titolari che scenderanno in campo potrebbe mancare il veterano e leader di questa squadra, Thierry Henry. Il tecnico dei Galletti sembrerebbe, infatti, determinato a escludere l’attaccante del Barcellona dagli 11 che giocheranno. Perché escluderlo se non per un problema di spogliatoio? Il giocatore è un buone condizioni di salute e rappresenta, inoltre, l’eroe che ha portato la Francia ai mondiali con quel “prodigioso tocco di mano” nello spareggio con l’Irlanda di Trapattoni.
 
Dallo spogliatoio, invece, la maggioranza dei giocatori ha “suggerito” di schierare l’ex Arsenal e Juventus assieme ad Abou Diaby. A farne le spese dovrebbero essere Gourcuff e Govou.
Le “male lingue” della stampa inglese sostengono che si tratti di un atteggiamento che ha già avuto luogo durante i Mondiali del 2006, ma lì la Francia arrivò fino alla finale di Berlino con l’Italia e l’aria era diversa.
 
Ad avvalorare questa tesi c’è la preoccupata dichiarazione dell’attaccante del Chelsea, Florent Malouda: “Dobbiamo creare più connessioni tra i giocatori. Non possiamo solo pensare: ‘Non mi interessa quello che fanno gli altri’. Saremmo ridicoli – ha aggiunto – se ci comportassimo come a Euro 2008, cioè se ogni giocatore rimanesse nella sua zona di competenza, cercando solo buoni voti dai giornali e non curandosi del bene della squadra”.
 
L’aria stavolta sembra piuttosto pesante rispetto a 4 anni fa: il rischio è quello di un flop.

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