Francia, Eliseo attende rimpatrio bleus

Sarkozy chiede 'stati generali' calcio
Dopo la tempesta, il sereno. Macchè, la burrasca bleus è destinata a protrarsi ancora per un arco di tempo indefinito e c’è da scommettere che saranno tante le teste sul punto di essere decapitate, alias sollevate dal proprio ruolo, non appena la truppa fallimentare transalipina oltrepasserà la Alpi, direzione Parigi.


Senza scrupoli e senza appello; così la stampa francese ha affossato, denigrato e ridicolizzato, qualora ce ne fosse stato bisogno, la spedizione mondiale francese naufragata con una cocente eliminazione al primo turno, ultima in classifica nel Girone A, idee in fuga e gioco da dilettanti. “La fine di un mondo”, piuttosto che “La guerra civile calcistica”, sono i titoli che le maggiori testate nazionali hanno riservato al ct Domenech e agli atri reietti senza anima e in un’atmosfera da presa della Bastiglia, il furibondo popolo francese chiede ai vertici della politica che conta la lista dei responsabili del tracollo. Non si è fatta attendere la mossa del presidente Nicolas Sarkozy, lo immaginiamo scalpitante e nevrotico, a passeggio per le lunghe sale dell’Eliseo, che ha convocato in gran fretta, quasi stesse per scoppiare una battaglia, il ministro dello Sport Roselyne Bachelot e il segretario di Stato allo Sport Rama Yade, entrambe presenti all’incubo sudafricano.
 
Thierry Henry, mano della discordia a seguito, alla fine dei giochi tutto ebbe inizio dalle cinque dita colpevoli del gol da annullare contro l’Eire di Trapattoni, sarà il primo ad incontrare Sarkozy, poi tutti gli altri. La punizione è dietro l’angolo ed esemplare: i nazionali, ma occhio a chiamarli così se vi trovate in Francia, potreste aizzare una qualche scomposta reazione, non percepiranno un soldo dalla partecipazione alla kèrmesse. Prima che cadano le teste, sono tagliati gli stipendi.

Gio 24/06/2010 da Giona in

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