Gattuso pronto per l’esordio contro il Paraguay
Gennaro Gattuso è uno che non le manda mai a dire, uno che si è spesso distinto dagli altri per originalità e sincerità delle sue affermazioni. Nella conferenza stampa di oggi a Casa Azzurri non ha fatto altro che confermare queste sue qualità per l’ennesima volta. Innanzitutto ha tenuto a precisare che se la stagione è stata negativa è stata anche colpa sua: “Ho voluto partecipare a tutti i costi alla Confederation Cup dello scorso anno e questo ha condizionato il mio rendimento, ma adesso sto meglio e anche se non so se giocherò o meno voglio essere pronto quando Lippi mi chiamerà in causa.
Dopo un anno e mezzo di problemi il ginocchio non mi fa più male e fisicamente sto bene”. Sull’avversario che li aspetta all’esordio ha aggiunto “Dobbiamo comunque stare attenti al Paraguay perché è una squadra tosta e non va sottovalutata, corrono molto, non ci deve mancare la compattezza e non dobbiamo rischiare di cadere in provocazioni. Non so con quale modulo giocheremo, ma non è un problema saperlo poco prima di una partita. Per me è importante esserci, indossare questa maglia per me è la cosa più bella che ci sia”. Mentre sulle polemiche tra calcio e politica Gattuso è stato molto secco: “Non capisco perché i calciatori non parlino mai di politica mentre i politici parlino sempre di calcio”.
Non poteva mancare una domanda sugli assenti eccellenti: “Balotelli? Per arrivare al livello di Totti ne deve fare di strada. Cassano? Si è rovinato da solo. Come Lippi penso che venga prima un gruppo unito poi tutto il resto. E’ stato lui a rovinare i rapporti con la Nazionale e con le squadre in cui ha giocato”. Sul suo futuro che lo vorrebbe pronto all’addio al Milan non ha escluso nessuna possibilità: “Per undici stagioni ho giocato quasi tutte le partite, ne sono molto orgoglioso, in questa è stato diverso, per rendere al massimo ho bisogno di motivazioni, di sentirmi importante, altrimenti sono un calciatore normale, di terza categoria, uguale a tutti gli altri. Dubai? Sapete che sono stato io tra gli artefici del trasferimento di Fabio Cannavaro, ma per il mio futuro vedremo, non è una questione di soldi”. Mentre per quel che riguarda il suo futuro in Nazionale ammette: “Credo che a 33 anni si debba lasciare spazio a gente più giovane e in forma, però sogno un futuro da allenatore dell’Italia“.









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