Giochi olimpici Sochi 2014, disastro ecologico annunciato


La 22esima edizione delle Olimpiadi invernali di Sochi di scena nel 2014 sta procedendo a gonfie vele, tra mostruose braccia meccaniche di ruspe e gru che spostano, scavano e pongono le basi per le future ed avveniristiche strutture deputate ad ospitare le varie specialità, dal bob al curling, dal pattinaggio artistico allo slittino e sci di fondo, senza tralasciare le migliaia di mani operose pronte a scrivere la storia nella sconosciuta, fino ad oggi, cittadina russa affacciata sul Mar Nero.


Il presidente Putin ha promesso un ulteriore potenziamento delle infrastrutture, uno su tutti, l’ampliamento dello spazio aeroportuale e l’intensificarsi dei collegamenti con Francoforte. Ma una gigantesa nube minaccia all’orizzonte i futuri Giochi Olimpici, una nube fatta di inquinamento e tonnellate di rifiuti abbandonati senza un protocollo specifico di smaltimento.
 
Ogni giorno, centinaia di metri cubi di materiali di scarto arrivano al settore edilizio, che pur lavorando a pieno regime, è saturato dall’enorme mole di materiali da gestire. Risultato? Le falde acquifere prossime al Mar Nero sono già parzialmente inquinate e il rischio di catastrofe ecologica è alle porte. Per non parlare degli incendi che a decine scandiscono gli interventi dei vigili del fuoco, roghi senza perimetro e senza controllo a soffocare l’intera area per chilometri quadrati. I giochi olimpici di Sochi rischiano di trasformarsi nelle Olimpiadi invernali della morte.
 
Foto AP/LaPresse

Mar 07/09/2010 da Giona in ,

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