La Spagna elimina i tedeschi e vola in finale con l’Olanda
Sarà Olanda-Spagna la finale di domenica prossima che si giocherà a Johannesburg. La nazionale che vincerà potrà cucire una stella sulla maglia per la prima volta nella sua storia. La storia si è ripetuta: la Spagna ha battuto la Germania per 1 a 0, ma a cambiare è il marcatore. Nel 2008 l’eroe era stato Fernando Torres, ieri si è trattato di Carles Puyol, catalano d.o.c., pilastro della difesa del Barcellona e della Spagna. Puyol ha consegnato al 28′ della ripresa la finale alla nazionale spagnola grazie a uno splendido stacco di testa su calcio d’angolo che si è insaccato sotto la traversa.
E’ saltato solo, è vero, ma l’esecuzione è stata perfetta e ha dato vita a una vera e propria sassata, imprendibile per il portiere tedesco Neuer.
La vittoria degli iberici è stata meritata. Gli uomini di Vicente Del Bosque hanno avuto il merito di riuscire a chiudere la squadra di Loew nella propria metà campo in più momenti della partita e di creare più occasioni degli avversari. La Germania non è sembrata nella forma migliore, ma la giustificazione dell’assenza di Muller non basta per spiegare la mancanza di aggressività sul contropiede, l’arma principale di questa formazione con cui Klose e compagni si sono spianati la strada fino alla semifinale (asfaltando perfino l’Argentina).
Nella Spagna non c’è Torres nell’undici iniziale, come previsto. “El Niño” non ha brillato finora (è rientrato da poco da un infortunio al ginocchio) e Del Bosque ci ha visto giusto: gli ha preferito Pedro che non ha deluso, ha corso tanto e avrebbe fatto il suo mestiere egregiamente se non si fosse intestardito nel dribbling (piuttosto che servire il compagno smarcato) in un contropiede da cui poteva scaturire il possibile raddoppio.
Il primo tempo è stato soprattutto spagnolo. Da segnalare al 4′ l’invasione di un tifoso italiano dalle intenzioni pacifiche. La Germania è sembrata a tratti bloccata nella propria metà campo e difficilmente è arrivata al tiro. Gli spagnoli, forti delle giocate di Xavi, Alonso e Iniesta, hanno servito molti palloni giocabili per Villa e Pedro. Le occasioni più ghiotte nel primo tempo le hanno avute proprio il neo attaccante del Barcellona, Villa, e Puyol, ma il primo tempo si è concluso per 0 a 0. L’occasione più ghiotta per i tedeschi è passata sui piedi del ragazzino Kroos che ha trovato però un gran Casillas sulla sua conclusione a botta sicura. In verità ai tedeschi sono mancati i vari Khedira, Schweinsteiger e Ozil, che non hanno giocato al meglio delle loro possibilità.
In zona d’attacco la Spagna è arrivata più facilmente della Germania che è venuta fuori nella ripresa, dopo il gol. Troppo tardi forse per rincorrere le “furie rosse”che hanno prodotto occasioni in serie prima e dopo il gol partita con Pedro, Villa, Alonso e Iniesta.
Alla Germania rimane solo una magra consolazione: giocare la seconda finalina di fila ai Mondiali. Consolazione che non basta a sedare la delusione per la seconda semifinale persa in due edizioni e un’altra pesante sconfitta con la Spagna, dopo la finale dell’Europeo del 2008.
La Spagna adesso deve tenere i piedi per terra perché domenica contro l’Olanda si gioca la partita più importante della sua storia.
Per la cronaca: alla fine ha avuto ragione il polpo Paul.









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