Matarrese shock: “Gli arbitri aiutarono il Bari”

“Gli arbitri aiutarono il Bari a non retrocedere”: confessione shock di Vincenzo Matarrese. Il patron dei pugliesi, nel raccontare come e perché diventò presidente, si è lasciato sfuggire la clamorosa rivelazione. Tanto cadrà tutto in prescrizione, avrà pensato: l’anno dei presunti favori arbitrali è il lontano 1983. Durante la simbolica consegna delle chiavi della città al portiere Gillet, premiato per il record di presenze in biancorosso, Matarrese ha fatto un salto indietro nel tempo: “Nel 1977, quando prendemmo il Bari, presidente del club era mio fratello Antonio.
Nell’83 era stato appena eletto presidente della Lega Calcio. Il Bari era in Serie B e navigava in cattive acque”. E fin qui, tutto normale. Poi la confessione: “Negli ultimi mesi di campionato gli arbitri, sui quali mio fratello aveva influenza, cercarono di aiutare la squadra per non farla retrocedere. A ogni partita ci assegnavano un rigore”. Il Bari retrocesse lo stesso: “A quel punto mio fratello lasciò la carica sociale, perché come presidente di Lega non poteva essere a capo di una squadra di Serie C. Così la mia famiglia decise di passare a me il testimone e da allora non l’ho più lasciato”.
Come prenderanno a Bari queste dichiarazioni? Dal punto di vista della giustizia sportiva la squadra non rischia niente: sono passati 27 anni dal campionato incriminato. Di certo questa storia non farà guadagnare consensi a un presidente già da anni nel mirino dei contestatori. Nonostante i risultati. Il Bari anche quest’anno si appresta infatti a diventare la squadra rivelazione del campionato, grazie al bel gioco espresso dall’undici di Giampiero Ventura. Dopo la vittoria nel debutto in casa con la Juventus, i galletti hanno conquistato un buon pareggio a Napoli nel posticipo della seconda giornata, piazzandosi al secondo posto in classifica con quattro punti.









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