Mondiali 2010, Brasile-Olanda: venerdì la grande sfida

Ci si aspettava una goleada dall’Olanda di Bert van Marwijk e invece è stata una vittoria con appena un gol di scarto. Il 2 a 1 con cui ha battuto la Slovacchia è stato sufficiente a superare la squadra che ha eliminato l’Italia, ma non sembra avere intimorito il Brasile di Dunga, dominatore della gara contro il Cile, sconfitto con un netto 3 a 0. Negli anni ‘70 si parlava di “calcio totale” olandese e “futbol bailado” brasiliano, due etichette con cui hanno sognato le generazioni che hanno vissuto gli anni ‘70.


Oggi invece a stupire non ci sono degli stili di gioco ma delle individualità che fanno paura. La lista sarebbe lunga perché tra Olanda e Brasile la lista di campioni è lunga: da Robben a Kakà, da Luis Fabiano a Sneijder, passando per Robinho e Van Persie. Questi talenti assieme ad altri hanno permesso a entrambe le squadre di andare a punteggio pieno nei gironi e continuare la cavalcata verso i quarti. Purtroppo per una delle due la marcia si interromperà alle 16 di venerdì prossimo, quando le due formazioni si scontreranno nel quarto di finale più spettacolare.
Raccontare le partite potrebbe essere superfluo ma ciò che più impressiona di Olanda e Brasile è la facilità di arrivare in porta e soprattutto la velocità con cui le due formazioni arrivano al tiro.
 
L’Olanda nel pomeriggio di ieri ha tardato appena 18 minuti per realizzare la prima rete firmata da Arjen Robben. La movenza è quella classica del talento del Bayern Monaco: dopo aver conquistato un pallone sull’out di destra, Robben si è accentrato disorientando la difesa con un serie di finte e ha trafitto dalla distanza il portiere slovacco con una stangata (stavolta sul primo palo). Dopo il gol, la Slovacchia, che fino ad allora aveva retto agli avversari, ha ceduto il passo agli olandesi. Le occasioni buone le hanno avute Vittek e Loch alla metà della ripresa ma il portiere Oranje si è esaltato e ha vanificato con due interventi. Sembra lontana la qualità mostrata contro l’Italia. A mettere il sigillo sulla qualificazione è stato il centrocampista dell’Inter Sneijder che ha segnato a porta sguarnita assistito da Kuyt. Nel finale, a giochi fatti, c’è stato anche il tempo per un rigore messo a segno da Vittek per la Slovacchia.
 

 
Il Brasile ha steso il Cile con due gol in quattro minuti. La prima al 34′ con il difensore della Roma, Juan, di testa su calcio d’angolo e la seconda con una bella azione iniziata da Robinho sulla fascia e finalizzata da Luis Fabiano messo solo davanti al portiere con un assist di prima intenzione di Kakà. Il Brasile stupisce ancora una volta per la facilità con cui riesce ad arrivare in porta e per il numero di occasioni create. La difesa è solida con gli italiani Julio Cesar, Juan, Lucio e Maicon a centrocampo c’è fantasia da vendere e dell’attacco non vale neanche parlarne, basta solo guardare i nomi di Luis Fabiano, Kakà, Robinho e Nilmar per rendersi conto del potenziale.
 
Da segnalare la buona prestazione del centrocampista del Benfica Ramires, sostituto ieri di Felipe Melo e autore dell’assist del gol di Robinho al 14′ della ripresa dopo una serpentina a centrocampo. L’impressione a fine gara è che il Brasile abbia dominato ma c’è da dire che anche il Cile non si sia impegnato particolarmente sfoderando un prestazione deludente. Con i verdeoro in questo stato di forma gli avversari sono avvisati, primo fra tutti l’Olanda: ci sarà da soffrire per battere questo Brasile.

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