Mondiali, verso la finale: Spagna “figlia” del Barça

La Spagna rischia di essere la prima squadra della storia dei Mondiali a cucirsi una stella sulla maglia, pur avendo perso una delle 7 partite in programma. La squadra di Vicente Del Bosque è cresciuta subito dopo la pesante “derrota” (sconfitta), come dicono loro, contro la Svizzera all’esordio: ha totalizzato 5 successi dopo quella gara. La Roja ha cominciato a macinare gioco già dalla seconda gara contro l’Honduras sfoderando quello che è il suo piatto forte, il possesso palla. Il blocco più importante della squadra è a centrocampo.
E’ formato da giocatori del Barcellona, gente con piedi più che buoni come Xavi, Iniesta e Busquets e la solidità di Xabi Alonso (Real Madrid). La classe di questi giocatori ha sempre reso tutto più facile sul piano del gioco: a far girare il pallone basta poco. Cercare il terminale offensivo o creare pericoli e scompiglio in area avversaria è solo questione di tempo. In attacco, poi, c’è uno come David Villa, che trova la porta con una facilità impressionante. L’ex attaccante del Valencia e neo acquisto del Barcellona ha realizzato 5 marcature su un totale di 26 conclusioni personali nello specchio, praticamente un gol ogni 5 tiri. Questa Spagna, però, ha totalizzato 103 tiri complessivi: a confronto i 7 gol sono assolutamente pochi e fanno pensare che ci sia qualcosa da correggere in fase di concretizzazione.
Da tenere in conto anche che ha deluso in questa kermesse “El Niño”, Fernando Torres, che sta rientrando ora da un serio infortunio (e due operazioni) al ginocchio. Se non ci fosse stato un Torres a mezzo servizio probabilmente il bottino di reti sarebbe potuto crescere ulteriormente.
Del Bosque può contare su un organico vasto e completo: anche la panchina fa paura. Basti pensare che in panchina e relegata a giocare spezzoni di partita c’è gente come Fabregas, Pedro, Silva, Marchena, Arbeloa e Llorente, tutti giocatori blasonati con grandi doti tecniche. Inutile dire che questa Spagna è molto influenzata da Barcellona e Real Madrid che contano in rosa rispettivamente 6 e 5 “pezzi”. Guardando ai titolari però i catalani stravincono sui colleghi madridisti: il gioco ricorda molto quello di Guardiola visto che i giocatori sono quasi gli stessi. Non a caso dal prossimo anno Villa sarà anche il terminale offensivo del Barça.
La finale di domenica con l’Olanda è la partita più importante della storia per la Spagna. Per la prima volta ha conquistato la possibilità di giocarsi il titolo e può continuare il ciclo aperto nel 2008 con la vittoria dell’Europeo.









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