Mondiali, verso la finale. Webb: “Polemiche? Speriamo di no”

Ci sono arbitri che in vita loro hanno dormito sempre tranquillamente e quelli la notte non dormono. C’è chi non ha mai avuto sensi di colpa. C’è chi è stato eliminato dal mondo arbitrale dopo gravi errori e c’è chi invece se n’è andato con le sue gambe per motivazioni personali o per aver commesso errori troppo umilianti. In Italia la sappiamo lunga in termini di arbitri che escono di scena tra i fischi, altri tra gli applausi (molto raramente) e altri che gettano la spugna. L’arbitro inglese selezionato per la finale di domani sera tra Olanda e Spagna, Howard Webb, fa parte della categoria di quelli che non dormono la notte.
In un’intervista rilasciata prima della finale l’ufficiale di gara ha mostrato tutto il suo lato umano: “Spero che non ci siano giocate o decisioni polemiche durante la partita. Quando mi sbaglio è terribile, dopo non posso dormire e per diverse notti mi chiedo: Perché ho visto le cose in questo modo? Ma a volte bisogna prendere decisioni importanti in poco tempo ed è un errore non prendere decisioni che credi possano essere polemiche”.
L’arbitro 38enne ha già arbitrato una gara della Spagna in questo mondiale. Si tratta del tragico debutto con sconfitta (per 1 a 0) contro la Svizzera in cui Webb non ha concesso due rigori agli iberici per due falli su Silva e Villa: “Spero di non influire per niente sulla gara. Mi piacerebbe che il gioco fosse al 100% opera dei giocatori in modo che io non possa influire e che si parli solo dei giocatori e mai di me”.
Dopo avere diretto la finale di Champions League di quest’anno tra Inter e Bayern Monaco, Webb è stato selezionato anche per la finale del Mondiale grazie anche alla sua prestanza fisica che gli permette di seguire dei ritmi di allenamento molto simili a quelli dei giocatori: “Ho 38 anni ma mi tengo in forma. In un’azione rapida non posso correre veloce come un ragazzo di 21 anni ma voglio dimostrare che posso stare in mezzo agli atleti.”
Si è parlato tanto del rumore molesto delle “vuvuezuelas”, le malefiche trombette che hanno infastidito gli spettatori di tutto il mondo con il loro fastidiosissimo suono e hanno ostacolato anche la comunicazione tra arbitri e giocatori durante le gare: “La verità è che è già difficile comunicare in campo, ma ormai siamo abituati perché negli allenamenti la Fifa ci faceva ascoltare al megafono un suono simile per farci adattare”.









Loading ...











