Nicchi: “Gli arbitri stanno facendo bene”

L'arbitro Rocchi contestato per l'espulsione di Colucci
Ogni anno è sempre la stessa storia. La colpa è sempre sua: dell’arbitro. Nemmeno tre giornate di campionato e i fischietti sono già al centro delle polemiche. Di errori, bisogna dirlo, ne hanno fatti. Prende la loro parte il presidente dell’Aia Marcello Nicchi: “Se dopo tre giornate di campionato tutte le società si lamentano per l’arbitraggio significa che stiamo lavorando bene. Io sono soddisfatto. Il problema è quando le critiche vengono da una sola parte, in quel caso significa che ci sono stati dei problemi. Poi quando si va in campo l’errore ci può sempre stare, perché fa parte del gioco”.


Pronti via, dicevamo, e subito giocatori, allenatori e dirigenti che fanno la voce grossa. La Fiorentina si sente perseguitata a partire dalla prima giornata, quando è stato assegnato un gol-non gol al Napoli. Contestato anche il rigore che ha dato la vittoria al Lecce nella seconda giornata. Zamparini tenero con gli arbitri non lo è stato mai, quando perde. Dopo la sconfitta con l’Inter ha dato il meglio di sè: “C’erano quattro rigori per il Palermo”. Poi ha paragonato l’Inter alla Juve di Calciopoli. Amen.
 
Tutti arrabbiati anche in casa rossonera: Galliani ha contestato l’arbitraggio di Cesena-Milan sfogando la sua rabbia sul designatore Braschi, beccato in tribuna al grido di “vergogna”. Esilarante l’episodio nell’ultima giornata di Cesena-Lecce, quando Rocchi, invece del giapponese Nagatomo, ha espulso Colucci. Poverino, lui non aveva fatto niente. Menomale che il Giudice Sportivo ha sistemato le cose.
 
E ancora, Parma-Genoa di domenica scorsa, i rossoblu hanno protestato per il mancato secondo cartellino giallo a Zaccardo dopo il fallo di mani da rigore: “Il giocatore andava espulso. Rizzoli ha sbagliato”, ammette Nicchi. Che poi, parlando del gol non dato al Parma (il tiro di Marques sembra aver oltrepassato la linea di porta), si mostra favorevole alla tecnologia in campo: “Non è un problema nostro, l’ho ripetuto all’infinito. Se arriva la tecnologia noi siamo i primi ad esserne contenti, anche perché, sinceramente, non ne possiamo più di questa caccia alle streghe. Se si giudica la partita che vedono gli arbitri in campo si può discuterne, ma se si continua a giudicare con gli occhi della televisione non venite a parlarne con noi”.
 
Foto Getty Images

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Mar 21/09/2010 da Francesco Minardi

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