Roma, “Adriano si voleva suicidare”

Adriano sorridente a Roma
Adriano voleva suicidarsi: la rivelazione choc è della madre dell’attaccante brasiliano della Roma. Dona Rosilda ha parlato del figlio, dei suoi momenti difficili e della riscossa che cerca in giallorosso. Adriano Leite Ribeiro era uno dei calciatori più forti del mondo. I suoi bolidi di sinistro terrorizzavano i portieri avversari. Era potentissimo, un incubo per i difensori. Era l’orgoglio di Massimo Moratti nell’Inter. A un certo punto, però, qualcosa si rompe. Ritardi in allenamento, notti brave, foto compromettenti, pessime prestazioni. Si scopre che Adriano più che al pallone pensa alla bottiglia.

La sua pancetta ne è la prova. Lui si sfoga, quasi piange: “Sono depresso”. Chiede perdono, ci ricasca, poi chiede di nuovo scusa. E poi vuole chiudere col calcio, non ce la fa più.
 
“All’origine della sua depressione c’è sempre stata la morte del padre, che non ha mai superato – racconta la mamma – Un giorno, quando era ancora in Italia, mi chiamò e mi disse che non ce la faceva più, che voleva smetterla con il calcio. Mi confessò che stava pensando al suicidio”. Eccola, la rivelazione che non t’aspetti. Adriano era effettivamente depresso, il suo comportamento ne era la conseguenza. La bottiglia era il suo sfogo. Ma nessuno si sarebbe immaginato che potesse pensare al gesto estremo. “Io gli dissi di agire con il cuore, perché nulla è più importante della sua felicità. E se per ottenerla doveva rinunciare al calcio, nessun problema”.
 
Ma quale depressione: molti, tra sportivi e critici, non ci credevano. Come può essere depresso uno che guadagna milioni, dicevano. Come se un portafoglio gonfio faccia perdere automaticamente l’umanità a una persona. “A causa dell’enorme successo, molta gente sparlava e lo criticava senza sapere realmente cosa gli stesse accadendo, e questo lo ha fatto sprofondare – attacca la mamma, che però ha parole dolci con l’Inter – Saremo sempre grati alla società e al presidente Moratti che lo ha sempre trattato come un figlio e Adriano si è pentito per come siano andate a finire le cose”.
 
Le cose finiscono con lui che torna in Brasile per giocare con il Flamengo (dopo una parentesi al San Paolo l’anno precedente). Con la maglia rossonera vince Brasilerao e classifica cannonieri. Colui che voleva finirla con il pallone sembra rinato. A 28 anni, l’età della piena maturità di un calciatore, non è ancora tardi.
 
E così arriva la chiamata della Roma: i tifosi lo accolgono da Imperatore. Lui era l’Imperatore, vuole tornare ad esserlo proprio nella città di Giulio Cesare. “Grazie a Dio la Roma gli ha dato una nuova opportunità che non fallirà. Oggi ha la forza per affrontare e superare le difficoltà e a differenza del passato si sta impegnando per cambiare. Adriano ce la farà, ne sono sicura. Lui e la Roma risaliranno e sorprenderanno”.
 
La prestazione contro il Cluj in Champions League è la prova che l’attaccante ce la sta mettendo tutta. Adriano è entrato nella ripresa e, con grinta e umiltà, si è messo a fare l’esterno destro e non l’attaccante. Invece di calciare il pallone in porta lo ha dovuto difendere con i denti, senza farlo vedere agli avversari. E ci è riuscito bene.

Gio 30/09/2010 da Francesco Minardi

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