Roma, Rosella Sensi: “Non siamo piagnoni”

Brescia-Roma

“Non siamo piagnoni”. Dire che Rosella Sensi è infuriata dopo la sconfitta della Roma a Brescia è poco. La presidente è nera, nerissima, e si sfoga come un fiume in piena. “Io sono allibita per quello che ho visto. Sono allibita da tifosa. Da presidente ho una responsabilità, io mi sento di proteggere i ragazzi. Non si può vedere tanta incapacità, è inaccettabile. Ma cosa dico io ai miei ragazzi oggi? Noi siamo forti. Non siamo piagnoni”. La Sensi mette così subito le mani davanti di fronte ai classici sberleffi dei tifosi avversari, soprattutto i laziali, che definiscono “piagnoni” quelli giallorossi.


La causa del ciclone Sensi non è la sconfitta per 2-1, che lascia la Roma a soli due punti in fondo alla classifica. Anzi, “complimenti al Brescia”. Il motivo della rabbia sono gli errori dell’arbitro Russo, decisivi ai fini del risultato. Quello più evidente è il rigore assegnato al Brescia con conseguente espulsione di Mexes, che ha poi reagito istericamente: il fallo era fuori area. Caracciolo ha trasformato il rigore che ha spianato agli uomini di Iachini la strada della vittoria. Poi Russo non ha assegnato ai giallorossi un rigore per fallo di mano in area di un difensore del Brescia.
 
“Non possiamo accettare. Stasera abbiamo visto una vergogna. I benpensanti mi massacreranno, ma ora non posso accettare certe cose”, tuona la Sensi, che torna a evocare il passaggio di proprietà: “La Roma è in vendita. Speriamo che arrivi qualcuno che la ami come noi tifosi. In questo momento va protetta”.
 
Seguono a ruota Ranieri, furioso pure lui nel dopo-partita. E i dirigenti. “La Roma è stata umiliata dagli arbitri stasera. Era impossibile non vedere un rigore su Borriello. L’arbitro era lì, a due metri. Come ha fatto a non vederlo? Qui siamo tutti fuori di testa, non so cosa dire, è stato uno scandalo”, accusa il ds Pradè. “Oggi è accaduto un fatto grave. Ci hanno fatto un danno che condiziona tutta la stagione”, attacca invece Montali.

Gio 23/09/2010 da Francesco Minardi in

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