Serie A, sogna il Cesena di Giaccherini e Schelotto

21 settembre 2008, il Cesena fa 0-0 in casa della Sambenedettese, in Prima Divisone di Lega Pro. Quasi due anni dopo batte il Lecce 1-0 e vola in testa alla classifica: di Serie A. Due anni fa i bianconeri rantolavano in C, oggi guardano tutti dall’alto verso in basso in A. Una favola: di inizio campionato, ma pur sempre una favola. Come quella di Emanuele Giaccherini e Ezequiel Schelotto. 25 anni il primo, 21 il secondo. Il successo, dal 2008, partì dalle loro prestazioni, dai loro assalti sulle fasce. Erano terribili già dai campi polverosi della C. Al Manuzzi ormai sono gli idoli e i pezzi pregiati.


Oggi sfrecciano ai lati di Erjon Bogdani: il loro è un tridente micidiale. Allegri e Berlusoni ancora se li sognano la notte, quei tre, mentre affondano il Milan delle stelle. Massimo Ficcadenti se li coccola. Finché può: Schelotto e Giaccherini sono destinati a una grande. Si era già capito l’anno scorso, dopo la splendida cavalcata in B dei bianconeri che hanno riconquistato la massima serie dopo 19 anni.
 
Ficcadenti, chiamato per dare continuità al grande lavoro fatto da Pierpaolo Bisoli passato al Cagliari, elogia Giaccherini. Secondo il mister il futuro dell’attaccante è tinto di azzurro: “Ha disputato un’ottima gara, così come tutta la squadra e credo che potrà avere la possibilità di entrare nel giro della Nazionale. Nazionale, quella Under 21, già conquistata invece da Schelotto, argentino naturalizzato italiano. Per lui parole di stima addirittura da Luciano Moggi: “ll giocatore che più mi sta impressionando è Schelotto del Cesena, davvero un campione da prendere subito”.
 
Non dimentichiamoci, però, di Bogdani, scaricato dal Chievo e già a quota due reti a Cesena, dove si vuole rilanciare. Suo il gol partita ieri al Lecce, sconfitto 1-0 in un Manuzzi entusiasta. Favola di inizio estate, dicevamo. Questi sono sette punti d’oro per la salvezza. Ficcadenti lo sa: “Il primato in classifica che oggi abbiamo è un primato meritato. Occorre mantenere i piedi per terra, ma godiamoci questo momento”.
 
Se però pensiamo a ciò che poteva essere del Cesena, quella che stanno vivendo in Romagna è davvero una favola. O comunque una storia a lieto fine. Il crocevia che ha segnato (e salvato) il destino del club è stato il 30 maggio scorso, con la conquista della promozione a Piacenza. Se il Cesena non avesse centrato la Serie A (con ricavo economico annesso) probabilmente non si sarebbe nemmeno iscritto alla B. La crisi economica era forte: il rischio era di fare la stessa fine dell’Ancona. Dall’inferno al paradiso.

Lun 20/09/2010 da Francesco Minardi

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