Sudafrica 2010: vuvuzela, l’ospite scomodo dei mondiali

Il suo suono gentile (si fa per dire) è simile secondo alcuni al barrito di un elefante, secondo altri ad uno sciame d’api. La vuvuzela – ospite simpatico ma rumorosissimo del Mondiale 2010 appena trascorso – fa ormai parte dell’armamentario di ogni tifoso, e rischia di rimanerci a meno che non venga vietato di portarle negli stadi. Una decisione, quest’ultima, che andrebbe incontro alle richieste delle tv ma che, almeno in occasione di questi Mondiali, la Fifa non ha preso per accontentare i tifosi. Perché la mania della micidiale trombetta ha contagiato il mondo. Al punto che anche campioni come Iniesta e Maradona si sono cimentanti nel tentativo di suonarla.


Tentativi non sempre andati a segno, così su internet sono apparsi anche corsi di vuvuzela. Qualche supermercato ha anche iniziato a venderle. Le notizie sulla vuvuzela hanno iniziato a rimbalzare da un paese all’altro, dando vita a vere e proprie leggende metropolitane.
La più clamorosa, oltre a improbabili danni ai timpani, è quella di una donna di Cape Town che avrebbe soffiato talmente tanto da lacerarsi la trachea. Addirittura, la cornetta di plastica colorata in Uruguay è stata ribattezzata “uru-zela” e c’è stato anche chi ha tentato di battezzare la propria figlia con il nome di “Maria Vuvuzela”.
 
Così, mentre la Federazione nazionale di rugby della Nuova Zelanda ha bandito le vuvuzelas dalle partite, mettendo il veto anche per i Mondiali del prossimo anno, la micidiale trombetta dal Sudafrica è sbarcata negli Stati Uniti, sugli spalti dello Yankee Stadium.
A suonarla, un incauto tifoso di baseball che se la è vista subito sequestrare dalle guardie di sicurezza dello stadio. Secondo le radio sudafricane, poi, almeno un milione di vuvuzelas sono state vendute, anche via internet in Europa e nella prossima stagione potrebbero invadere i nostri stadi. Staremo a vedere, anzi, è il caso di dirlo, a sentire.

Via | ANSA

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Mar 13/07/2010 da Angelo Pastore

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