Tennis raccontato dal professionista

Martin Vassallo Arguello 
Chi meglio di un “infiltrato”? Lui è Martin Vassallo Arguello da Temperley, Argentina, di professione tennista professionista, best ranking 47 al mondo due stagioni fa. E di “secondo lavoro” blogger e reporter per il suo sito Segundosaque (secondo servizio, quando l’ace lo hai già mancato): una passione parallela per la quale “saccheggia” temi e ispirazione proprio dal mondo del tennis, e dove racconta il tennis che non ti aspetti.


Ha scritto ad esempio un reportage sulla triste realtà della Romania colpita al cuore dalla crisi economica, descritta durante il torneo minore di Arad. Temi che alterna ad argomenti più leggeri. Come, ad esempio, la “magia” della Coppa Davis rispetto ai tornei e all’impegno individuale: “La Copa es diferente” dice, “Ognuno di noi è una piccola impresa privata. Gioca per se stesso, è il capo di se stesso, guadagna più o meno denaro e fama, compete per se stesso e per trarne il massimo personale beneficio. La Coppa è tutt’altro: con la Davis il tennista scopre un mondo “alieno”, scopre la squadra.”
 
Arguello affronta il tema delle responsabilità. “Rappresentare la propria nazione è qualcosa che non è mai stato insegnato a nessun tennista, che il tennista non ha dentro prima di conoscere la Davis, che non lo ha sfiorato nei tanti tornei individuali disputati. Ma poi arriva l’insalatiera e ti trovi con una bandiera e un Paese che improvvisamente ti segue e ti sprona. Alcuni trasformano la pressione in maggiore energia, concentrazione e tennis. Altri, invece, sono sopraffatti dalla tensione, l’esasperazione e il nervosismo“.
 
La Coppa Davis, spiega Martin Vassallo Arguello, corrisponde anche ad una moltiplicazione dei contatti con i mass media. Stampa non sempre specializzata. E questo ha un effetto deleterio sui giocatori: “Con la Davis la copertura mediatica è molto, molto più ampia e anche molto meno specialistica il che, inevitabilmente, porta a un giornalismo e pure a un pubblico maggiormente critico e dannoso. E tutto questo al tennista arriva e gli fa male. E’ un falso se ci sentite dire “Non mi importa di ciò che dicono o scrivono i giornalisti”: Non è così”.

Dom 19/09/2010 da Angelo Pastore

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