Tennis: spunta l’ombra del caso-scommesse
Mentre Spagna e Olanda si sfidavano nella finale dei Mondiali in Sudafrica, Mardy Fish e Olivier Rochus si affrontavano anch’essi in una finale: quella del torneo di tennis ATP di Newport (Rhode Island), dove Fish ha battuto l’avversario belga col risultato di 5-7 6-3 6-4, anche grazie ad un’impressionante prestazione al servizio. L’americano infatti ha messo a segno ben 24 ace. Ma l’ombra delle scommesse combinate si addensa sul torneo di Newport.
Per Mardy Fish si tratta del quarto titolo in carriera. Aveva già vinto a Stoccolma nel 2003, a Houston nel 2006 e a Delray Beach nel 2009, successi raggiunti tutti su superfici differenti: Stoccolma su cemento indoor, Houston su terra e Delray Beach su cemento outdoor.
Fish è partito come testa di serie numero 6 e ha sconfitto Russel, Devvarman, Dancevic e Bloomfield.
Quest’ultimo, inglese partito dalle qualificazioni e numero 292 del mondo, è stato il protagonista del torneo e, prima di impegnare seriamente il futuro vincitore del torneo in semifinale, era stato al centro di un poco chiaro caso-scommesse.
Infatti nel primo turno Bloomfield aveva sconfitto Christophe Rochus (fratello del finalista) per 7-6 6-3, ma ad allarmare gli organismi di controllo è stato il fatto che su questo match si sia verificato un volume di scommesse quasi 20 volte superiore a quello che si riscontra normalmente per partite di questo calibro. Inoltre, la quota del tennista britannico durante il match è scesa da 1-4 a 1-8 dopo il primo set. La questione è ancora al vaglio della “Tennis Integrity Unit“, ma non esistono ancora prove che possano accusare Bloomfield e Rochus di aver dato vita ad una partita “combinata”.









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