Tour 2011: Evans, storia di un ciclista romantico

Evans, storia di un ciclista romantico

Ha vinto. No anzi, ha trionfato. Perchè di trionfo si può parlare nel giorno della redenzione del “perdente”. Non era bastato il Mondiale di Mendrisio vinto nel 2009 a togliere questa patina dal volto di Cadel Evans. Ripercorriamo la storia di un ciclista romantico che si distacca decisamente dai “fenomeni” della generazione del doping.


 
Evans è un australiano che ha trovato casa in Italia. Prima nel varesotto dove ha trovato anche l’amore (sua moglie è italiana) e ora a Stabio in Svizzera, a pochissimi chilometri dal confine. Qui ha scoperto le prime squadre professionistiche (Saeco e Mapei) e un allenatore, Aldo Sassi, che gli aveva pronosticato successi. Vittorie che non ha potuto festeggiare visto che una grave malattia l’ha portato via nel Dicembre scorso. In Italia conosce però l’onta delle prime sconfitte: al Giro 2002 è maglia rosa a poche tappe dalla fine, ma va in crisi sulla salita verso Folgaria. Una vera e propria cotta che gli costa un quarto d’ora di ritardo dal vincitore. Cadel non si scompone e dopo un paio di anni complicati si riaffaccia nel ciclismo che conta e sfiora il Tour. Nel 2007 arriva secondo dietro l’ancora sconosciuto Alberto Contador per soli 23 secondi. L’anno dopo torna e c’è un altro spagnolo a guastargli la festa: Carlos Sastre lo beffa per 58 secondi. 1′ e 21″ e due Tour persi: sfido chiunque a tornare in bicicletta.
 
Poi qualcosa cambia. La vittoria a Mendrisio con un’azione di forza che lascia tutti di stucco. Perché Cadel il perdente non poteva fregiarsi di un alloro del genere. Il Giro 2010 da comprimario di lusso e l’attesa di tutti per il Tour 2010: prende la maglia gialla, ma la deve subito lasciare per una caduta stupida che gli costa la frattura del gomito e un pianto dirotto fra le braccia del compagno Steve Morabito. Sembra una maledizione che minaccia anche questa edizione: come dimenticare il problema meccanico che gli ha fatto perdere le ruote di Contador e Schleck sul Telegrapghé? Ma in cielo c’è una stella in più per Cadel e nella crono asfalta Andy e si prende il giallo più ambito. Bravo Evans e benvenuto nel club dei vincenti.

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