Wimbledon da record: si sfidano sul campo per 10 ore
Lo spirito agonistico, come in ogni competizione che si rispetti, è di scena in questi giorni a Londra con lo storico torneo di Wimbledon, il più antico e blasonato del Grande Slam. Hanno già fatto la loro comparsa sul campo, tante teste di serie, sia maschili che femminili e la rappresentanza italiana si sta ben comportando, avendo centrato l’obiettivo di portare quasi tutti i suoi atleti al secondo turno.
Risultati ed eliminazioni a parte, la notizia che ha provocato un sussulto è stata il match infinito andato in scena ieri, tra due tennisti inconsapevoli, una volta scesi sul terreno di gioco, cosa attendesse loro. L’incontro tra l’atleta statunitense John Isner, 18esimo nel ranking generale e il francese Nicolas Mahud si è prolungato oltre il dovuto; iniziato come da programma alle ore 12, è stato interrotto dall’arbitro poco prima delle 22, per un totale di 10 ore di partita.
I primi 4 set si sono susseguiti piuttosto agevolmente e senza intralci e tutto faceva pensare ad una normale gara, combattuta e sudata certo, ma di breve risoluzione. Sul 2-2, i due tennisti hanno giocato il quinto set, decisivo per attribuire la vittoria e il passaggio al secondo turno; ebbene, il set non è mai finito, si è protratto per ore e sul 59-59, l’arbitro ha messo fine al logorio generale, gran parte del pubblico aveva già abbandonato da tempo le tribune.
Mahud e Isner, sfiniti, sono loro malgrado entrati di diritto nel tempio sacro dei recordmen, avendo stracciato il primato in carica di gara più lunga nella storia del tennis, detenuto dai due transalpini Santoro e Clement che si batterono ai Roland Garros del 2004, per 6 ore e 35 minuti: pivelli oseremmo dire.
L’insinuarsi delle tenebre è stata la ragione per cui l’arbitro ha messo fine alle ostilità, l’incontro verrà ripreso in altra data, auspicando che questa volta i due potagonisti concludano la pratica in tempi ragionevoli.














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