Zeman profeta: “Ecco perché il calcio italiano è in crisi”
Il primo amore non si scorda mai. E’ quello di Zednek Zeman per il Foggia, dalla cui panchina il boemo di poche parole è tornato – tra lo sconfinato entusiasmo e le non poche aspettative dei tifosi – ad allenare. “Ne avevo bisogno” dice. “Il Foggia mi ha dato l’opportunità, sono tornato con Casillo e Pavone“. Uomo di poche parole, appunto, ma pesanti come macigni. Zeman ne ha per tutti.
A cominciare dalla situazione del calcio italiano: “In crisi. Perché in Italia si fa poco calcio in campo. A insegnare ai settori giovanili non ci pensano più“.
E sul risultato dell’Italia ai Mondiali, aggiunge: “Sapevo che l’Italia avrebbe fatto male“. Ma ci tiene a precisare che non si tratta di un attacco a Lippi, anche se: “Oggi un tecnico non viene più scelto per la sua competenza, ma per convenienza. Vedo staff con quindici collaboratori, l’allenatore è uno perché uno il responsabile. In una società, oggi, è più importante il responsabile del merchandising che il tecnico“.
A proposito del prossimo campionato, le sue dichiarazioni sono altrettanto lapidarie: l’Inter? “È la più forte“. La sua vecchia Roma che ruolo potrebbe avere? “La sfidante. Ma non è facile anche se ha Totti che rimane il giocatore italiano più forte. Fisicamente ha perso qualche cosa, ma con il pallone tra i piedi non c’è nessuno come lui“. Su qualcosa, però, anche Zednek rimane senza parole: e cioè alla domanda: la ricostruzione Juventus la convince? “No comment“.









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