
Carlos Dunga dà i consigli per gli acquisti ai club italiani in un supermercato che conosce bene: il Brasile. L’ex tecnico della Seleção Brasileira de Futebol mette la lente d’ingrandimento su diversi giovani che calcano i campi carioca e che avrebbero tutte le caratteristiche per fare fortuna in Italia. Oltre ai nomi più conosciuti (Neymar e Ganso) c’è una generazione che fa ben sperare per i futuri successi dei verdeoro.

Brucia ancora l’eliminazione patita dal Brasile alla 19esima edizione dei Mondiali giocati in Sudafrica, la sconfitta ai quarti di finale incassata al cospetto di una grande Olanda è una ferita aperta lontana dal rimarginarsi.

L’altalena di allenatori esonerati all’indomani della chiusura del Mondiale è destinata a divenire sempre più corposa e se restano al sicuro, da improvvisi colpi di testa da parte delle Federazioni le panchine sudamericane di Argentina e Paraguay, con i rispettivi ct Diego Armando Maradona e Gerardo Martino riconfermati, non può brindare al rinnovo contrattuale Carlos Dunga, il tecnico brasiliano dal 2006, quando prese in consegna le sorti della Seleçao dopo la balbettante rassegna tedesca.
E’ già toto-allenatore in Brasile per cercare di capire chi sarà il successore di Dunga alla guida della nazionale verdeoro: il nome che piace di più è forse quello di Leonardo, tecnico che lo scorso anno era seduto sulla panchina del Milan.
In Brasile è iniziata la caccia al colpevole: l’eliminazione dai Mondiali ad opera dell’Olanda brucia sulla pelle dei tifosi carioca e la stampa specializzata si è scatenata nella speranza di trovare un capro espiatorio su cui riversare le colpe della sconfitta. Due i principali bersagli: Felipe Melo e il CT verdeoro Carlos Dunga.
E a sentire Juninho non ci sarebbero dubbi: la colpa è di Dunga, che paragona addirittura al francese Domenech.