
Fantacalcio India. Per la nuova Premier League indiana, creata dal nulla, i dirigenti della federazione hanno deciso di organizzare un’asta per spartirsi i giocatori e i tecnici più forti, arrivati dall’Europa e da Sud America per esportare il verbo calcistico nella provincia del West Bengala. Niente quadernini e calcolatrici, nella miglior tradizione del fantacalcio, ma tanti soldi che arrivano da imprenditori pronti ad accaparrarsi campioni un po’stagionati a suon di rilanci milionari. Il nostro Fabio Cannavaro è finito al Siliguri.

E’ lo stesso legale di Nicola Santoni a smentire con forza l’indiscrezione che voleva Buffon, Cannavaro e Gattuso conivolti nell’inchiesta Last Bet sul calcio scommesse. A tirare in ballo i tre azzurri un’intercettazione ambientale in cui il giocatore, parlando con Maurinho Ernandes, assicura che il portierone della Nazionale sia “malato” di scommesse allo stesso modo degli altri due campioni del mondo.

Fabio Cannavaro ha lasciato il calcio giocato, ma sta percorrendo in lungo e largo il pianeta come ambasciatore dell’Alahli. La speranza è di poter un giorno entrare, con lo stesso ruolo, nell’organigramma del Napoli, società che l’ha lanciato nel mondo del pallone. Il pallone d’oro si è confessato al Corriere dello Sport in un questo momento di pausa, giudicando la stagione degli azzurri e raccontando la sua vita dietro una scrivania.

Fabio Cannavaro ha dei rimpianti per non aver potuto chiudere la carriera a Napoli nella società che l’ha lanciato nel calcio che conta. Il difensore campione del mondo sembrava vicino ad un approdo in azzurro nell’estate del 2010, ma le brutte prestazioni offerte quell’anno con la Juventus, non convinsero Mazzarri e De Laurentiis a perfezionare l’acquisto. “Il rimpianto più grande è non essere stato per il Napoli quello che Maldini e Totti sono stati per Milan e Roma. Speravo e sognavo di diventare una bandiera di questa squadra ovvero del mio Napoli”.

Da napoletano doc Fabio Cannavaro si augura che il Napoli possa vincere lo scudetto e sottolinea i punti di forza dell’undici di Mazzarri, capace di andare a San Siro e di imporre il proprio gioco di fronte all’Inter. Elementi che fanno pensare alla vittoria del campionato non più come ad un miraggio, ma ad una possibilità concreta. Per il pallone d’oro molto dipenderà dalla capacità dei partenopei di mantenere alta la concentrazione nel corso del torneo.